di Gianluca Nicoletti

o iniziato un processo a catena che ha dato vita al fumetto senza autore, darà fastidio che lo annunci nel sacrario del fumetto d'autore, ma sono fiero di aver permesso la gene-razione della storia che non appartiene a nessuno e di cui nessuno può rivendicare la paternità dei disegni o delle sceneg-giature.
Il fumetto a cui chiunque può contribuire da casa propria all'indirizzo http://www.grr.rai.it/golem sta già autonomamente crescendo di giorno in giorno e si sviluppa lungo percorsi imprevedibili.
Si tratta di un esperimento che nasce alla radio... Terribile paradosso. La radio? Cosa mai può averci a che fare la radio con un fumetto che è un espressione grafica. Errore! In Italia sta partendo inarrestabile la più smisurata opera a fumetti che potrebbe richiedere anche settimane per essere letta, ma si disegna da sola, anzi tramuta automaticamente in disegno i pensieri di chiunque abbia voglia di aggiungere se stesso e la propria storia alle storie altrui. Sta crescendo in tempi velocissimi, anche se non ci sta lavorando nessun disegnatore perché ha in sé tutti i codici di produzione di disegni, personaggi, fondi, sceneggiature e testi.
Forse vale la pena di fare un passo addietro e spiegare che da anni nel mondo della rete esiste un client della Microsoft basato sul protocollo Irc (Internet relay chat) che è il sistema di chat più usato e più immediato in rete per incontrarsi in luoghi di discussione virtuali e scambiarsi informazioni, chiacchiere o qualsiasi altro materiale trasferibile via internet.
Chiunque può gratuitamente caricarsi dalla rete il prodotto chiamato appunto Comic Chat che offe un ambiente grafico simile a quello di un fumetto, un po' arcaico, ma nitido nel segno, qui si muovono vari personaggi che il produttore mette a disposizione dell'utente. Questi sono scelti in base ad alcune tipologie standard nelle quali può identificarsi quasi ogni categoria di chattatori, o meglio, dietro ai quali può piacevolmente nascondersi chiunque. A piacere si può interpretare uno dei personaggi che la casa mette a disposizione e che vanno dalla donna raffinata alla vamp, alla casalinga in tuta un po' avanti negli anni, alla giovane rampante che potrebbe lavorare nella moda o in te-levisione. Anche il sesso maschile è rappresentato con maschere efficaci: dal giovane scapigliato all'attempato piacen-te dalla calvizie testosteronica e in maniche di camicia.
Poi una serie di personaggi bizzarri come il mostro dai tantissimi occhi, l'extraterrestre e il signore con il sacchetto di carta in testa il cui sguardo si rivela da due buchi. Per farla funzionare è sufficiente scrivere le battute, il programma fa tutto il resto. I personaggi si muovono a seconda della frase che appare scritta nel baloon e hanno memorizzati nel programma una quindicina di movimenti base che esprimono nei gesti e nella mimica facciale: piacere, gioia, rabbia, indifferenza ecc. Se il personaggio parla di sé si indica, se si rivolge direttamente a un altro personaggio punta l'indice verso di lui. Se si usano punti esclamativi lui si arrabbia e se invece si aggiunge una faccina (emoticon) triste o allegra lui si comporta di conseguenza. Ogni vignetta si autocompone con i vari personaggi della storia che interloquiscono tra loro, il programma li colloca nello spazio scenico o zoomandoli o mettendoli contrapposti in campo più ampio. Si può esprimere un pensiero e diventa una nuvoletta proprio come nei fumetti veri e propri, un commento fuori campo invece viene racchiuso in una didascalia.
Ai personaggi base della Microsoft, tutti omogenei tra loro e firmati da Jim Woodring, il popolo della rete ha aggiunto un'infinità di altri personalizzati che sono resi compatibili con la Comic Chat attraverso un programmino di facilissima esecuzione che fornisce delle caselle distinte per ogni possibile azione prevista dal personaggio, assieme alle istruzioni per inserirci il proprio o altrui disegno. Chiaramente ognuno mette il personaggio che preferisce prendendolo da qualsiasi luogo dell'immaginario. é così possibile vedere magari nella stessa chat a fumetti parlare tra loro Bart Simpson, Paperino, qualche donnina nuda presa dai manga e vari altri personaggi. Alcuni di questi sono realizzati anche a colori da veri professionisti, nel sito se ne trovano un'infinità, altri anche molto rozzi sono ottenuti artigianalmente ritagliando immagini prese allo scanner di attori, cantanti o divette porno soft.
Il risultato è la Babele dell'immaginario fumettistico dove può apparire di tutto e dove nessuno dei personaggi, che chissà chi ha piratato da altri immaginari fumettistici, conserva qualcuna delle caratteristiche comportamentali o caratteriali per cui all'origine fu pensato. Paperino può chiedere foto porno al gatto Felix e la tigre di Calvin offrire la moglie in pasto (virtuale) a sconosciuti che hanno le fattezze di Gatto Silvestro o di Bugs Bunny.
Nel caso della chat di Golem, che viene lanciata appunto alla radio, ci si ispira di massima all'argomento della puntata e il pubblico sviluppa i concetti elaborati al microfono. Il fumetto virtuale può continuare anche per tutto il giorno e la notte seguente, ma la redazione ne congela solo una parte che diventa una strip, cioè ha una parvenza seppur surreale di storia. Questa viene montata e pubblicata nel sito internet del programma come se fosse un racconto a puntate.
La televisione di notte riproponendo per immagini il programma della radio, arricchito di vari contributi video, inserta le imma-gini del fumetto dando loro definitiva certificazione d'esistenza e stimolando l'autore multiplo a perseverare nella sua produzione.
Pasquale Martello, che è stato uno dei disegnatori di Tiramolla, ha per ora realizzato il personaggio del Golem ispirandosi a una statuetta di ter-racotta comprata direttamente a Praga, patria storica di ogni golem, a questo ha aggiunto un personaggio spalla: Bozo, che è una sorta di ranocchio verde, vestito elegantemente, ma sofferente d'incontinenza cronica. In entrambi i casi Martello è consapevole di aver perduto ogni paternità e diritto. Una volta immessi nella chat ognuno potrà prendere i suoi disegni e farli suoi anche solo per vederli. Chi vorrà modificarli potrà farlo facilmente e questi passando di com-puter in computer non conserveranno nessuna delle loro caratteristiche originarie. Tra un mese potrei trovarmi davanti un giapponese che entra nella storia con il mio golem, magari colorato di blu o indecentemente nudo.
Penso che proprio questo rappresenti la vera rivoluzione, non solo l'atto gratuito del disegnatore no-copyright, ma l'innesto di un'opera dell'ingegno in una catena infinita di trasformazioni che potrebbe stra-volgere totalmente ogni idea e ogni concetto finora codificato sullo sviluppo di una storia e di un personaggio.
Anche dal punto di vista della fruizione personale di tale storia si pensi che lo sfondo della stessa può cambiare a seconda del gusto di chi digita e ognuno può vedere la stessa vicenda che sta condividendo con altri collocata in uno scenario scelto da lui, se non poi non vuole acquisire il personaggio di un altro chattatore, la macchina attribuisce automaticamente allo sconosciuto un carattere tra quelli che ha in memoria: insomma il fumetto infinito non solo non ha più bisogno di autori e disegnatori, ma si adatta in maniera imprevedibilmente personalizzata su chi lo stia in quel momento leggendo.