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Carl Barks e i paperi drogati

Paperino.jpg (18766 byte)Carl Barks è il "padre" dei Paperi, avendo inventato praticamente tutta la famiglia.

Come tutti i classici anche Barks resiste alla attacchi della censura ottusa, che proprio perché tale non comprende fino in fondo i frequenti riferimenti a droghe e avventure nella mente, all'oriente e alla magia, come finestra su altre realtà. nella storia "Paperino musicista" troviamo in casa di Paperino un quadro, il cui soggetto è un papero gonfio: le palline esprimono uno stato confusionale, è supino, ha gli occhi a croce e in mano regge un fiore tipo papavero.

In "Paperino e l'E.S.S.B." , sempre nella casa del buon Paolino, troviamo un altro indizio sempre riguardante l'arredamento: sopra un mobile d'angolo con tre ripiani e' rappresentata una cosmogonia buddista, cioè un budda papero, un elefante e un vaso tondeggiante che rappresenta il mondo. Barks nelle sue storie inseriva solo gli elementi essenziali alla narrazione; quindi nei casi citati ci troviamo di fronte a dei veri e propri messaggi per il lettore più attento.

Il discorso diventa esplicito in altre storie. in "Paperino e la cimice Tuff-Tuff", Paperino, subisce uno scherzo dei nipotini che, complice lo stato allucinato indotto al Paolino da una bottiglia di etere rottasi per caso, lo conducono in un "viaggio" attraverso un'ipotetica città futura realizzata graficamente attraverso una soggettiva del papero drogato.

Più spesso, invece, sono sostanze psicoagenti il mezzo per viaggi in un passato più o meno lontano. Una tisana indiana e la relativa danza officiata dallo sciamano del villaggio sono il punto di partenza per la celeberrima avventura "Paperino nel tempo che fu", dove il papero più sfigato dell'universo e i suoi tre nipotini vivono un'avventura nella California del 1848, in piena corsa all'oro. il fatto che per "viaggiare" nel tempo i paperi facciano ricorso a droghe, non è di poca importanza ed è messo volutamente per rimarcare la cosa. Nelle storie attuali, la traslazione temporale avviene invece senza spiegazioni: o si tratterà come nel caso di Luciano Bottaro dell'uso dei personaggi moderni in avventure fantastiche o antiche, di loro antenati o sosia in situazioni storiche-romanzate (i Promessi Sposi, Vai col Vento, etc.), o della narrazione delle origini dell Dinastia dei Paperi.

Nella storia "Paperino e il feticcio", fa il suo debutto lo splendido Gongoro. il Gongoro è un drogato per definizione e viene piu' volte ripetuto nel corso della storia. Sentite come ne parlano le genti di Paperopoli nelle prime vignette:

"Un Gongoro! Dovrebbero metterlo in prigione!"
"E per quale motivo? non ha fatto nulla di male! Si accontenta di andare in giro ad occhi chiusi!"

Qui possiamo leggere le due fazioni della liberazione delle droghe leggere: chi vuol mettere in prigione il drogato per principio, "perché si droga", e "disturba" con la sua presenza "diversa" la società' "normale", e chi sostiene che fin quando si droga per conto suo, sono fatti suoi.

Ed ancora:Paperino chiede:

"che cos'e' un gongoro?"
"è un tizio che non esiste, ma se esistesse non dovrebbe esistere"
"Tu ne hai visto qualcuno?"
"No! ma se lo vedessi chiuderei gli occhi per non vederlo!"

anche qui il pensiero dell'"uomo medio" è dichiarato: chiudere gli occhi davanti a ciò che dà fastidio, e questo basta per cancellarne la realtà. Il drogato non deve esistere nella società "per bene" e se esiste, basta non pensarci.

In "Re Paperone Primo" il ricco zio ed i nipoti rivivono una vita precedente dopo aver bevuto un misterioso filtro menmonico celato in una sacca d'acqua sospetta.

L'aver percepito "uno strano profumo" precede la visione della fantastica resurrezione degli abitanti di Itsa Faka, antica città assira in "Paperino e la sposa persiana". I Paperi hanno inalato i processi mentali di quegli antichi. Paperino e Co. si sniffano praticamente le ceneri dei morti disciolte in una pozza!

In "Ritorno al Klondike" il protagonista è un Uncle Scrooge dipendente da psicofarmaci (per curare un'improvvisa amnesia) che ne alterano la psicologia riportandolo ad un mondo ed ad un passato personale fatto di sentimenti e sensazioni dimenticati. il via a tutta la conseguenza degli eventi è dato da un caffè drogato che Goldie fa bere a Paperone, che ammette di essere drogato. La testimonianza della pericolosità che a questi riferimenti veniva attribuita in casa Disney è nella censura, proprio in questa storia, di quattro vignette dove ritornavano le allusive bollicine intorno alla testa di Zio Paperone.

In "Paperino e il sentiero dell'Unicorno" Donald Duck va a caccia dell'animale mitologico (la cui polvere di corno si ritiene abbia elevate proprieta' di alterare la mente e la fisiologia) per conto dello zio Paperone, che vuole tenerlo nel suo zoo. La prima tappa è in India, a Sangri-la. Quando l'unicorno vien trovato, catturato e portato via, si sfianca sulla lunga via del ritorno. A capo chino, con la lingua di fuori, distrutto dalla stanchezza, assaggia un po' di una muffa presente su una pietra e subito non solo si riprende, ma salta a zampe all'aria nitrendo, con forza ritrovata! Idem quando, nello zoo di Paperone, denutrito e accasciato per terra, immobile e con gli occhi chiusi, vicino alla morte, dà un morsetto alla solita muffa, e salta in piedi con sguardo allucinato nitrendo come un esaltato e inizia a rincorrere i paperi in lungo e largo.

In "Mistero della Palude", i Paperi perdono ogni ricordo del loro incontro con i Gneezle a causa delle mele mangiate che, come dice il re dello strano popolo sono "drogate col succo dell'oblio", e fanno dimenticare in 2 minuti gli avvenimenti dei due giorni precedenti.
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