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Storia incompleta dei fattoni animati

Durante i ruggenti anni ’30 le sigarette Camel, prodotte dal gruppo Reynolds, usarono come pubblicità delle storie a fumetti basate sui personaggi più popolari e avventurosi dell’epoca. In una pagina venivano raccontate le imprese di attori, esploratori, avventurieri, sportivi, insomma tutte persone per cui era necessaria un’ottima salute. Negli "spot" i testimonial (tra cui il palombaro Hank Reynolds e l’artista del circo Dorothy Herbert), dopo aver compiuto una grande impresa, si ristorano con una sigaretta Camel, "ottima per distendere i nervi, e per favorire una buona digestione, sempre e dovunque".

In effetti in quell’epoca tutte gli studi sul fumo e sulle sue conseguenze non erano ancora stati approfonditi, anzi la tendenza dell’epoca, mossa anche dagli interessi dei produttori di tabacco, era di mostrare la sigaretta come segno distintivo del buono, dell’eroe, del personaggio che emerge dalla massa. È ovvio quindi che Tex, con un bagaglio culturale da cowboy del far west ottocentesco, non abbia verosimilmente remore a dichiararsi soddisfatto e ristorato da una saporita sigaretta o da un corroborante bicchierino. Ammesso e non concesso poi che Tex fornisca un esempio negativo, andrebbe questo ricercato nella sua abitudine a sforacchiare i cattivi con le sue infallibili pistole, cosa che potrebbe portare ad una pericolosa ondata di nuovi vigilantes tra i lettori della Bonelli. Ma i nemici visibili della salute, quelli che ostentano i loro vizi, sono i meno pericolosi. I più subdoli sono quelli che celano il messaggio "fattonico" con estrema maestria. Se c’è una cosa a cui nessuna generazione di bambini si è potuta sottrarre, dai primi decenni del secolo, sono i cartoni animati di Walt Disney. Numerosi film d’animazione hanno al loro interno inviti all’uso di sostanze che alterano la mente. In Biancaneve e i sette nani la stregha usa un filtro magico per mutare d’aspetto, e poi una mela drogata per stordire in maniera definitiva Biancaneve. Non sappiamo se è per omaggio a questa scena che ancora oggi c’è l’uso per gli accannati piu naif di aromatizzare le fumate di cannabis usufruendo come calumet di una mela scavata.

In Dumbo, l’elefantino si ubriaca, producendosi in visioni psichedeliche di pachidermi rosa che si contorcono, in un piacevole ed invitante balletto.

Alice nel Paese della Meraviglie ci offre drogati biscottini da the (the con quali erbe non ci è poi dato da sapere, visti gli effetti sul cappellaio matto e la sua coorte), un mistico bruco che pippa da un narghile e spinge la bimba a far uso di funghi per mutare il suo stato.

Non apparso nei cartoni, e limitato ai fumetti, c’è un filone psichedelico nelle storie dei Paperi di Carl Barks, che infila riferimenti a bizzeffe alla cultura del "viaggio della mente".

Spostandoci in terra di Francia, un altro "fattone" d’annata è Asterix. Sempre tristemente d’attualità, come ci dicono le cronache sportive di questi giorni, il piccolo gallo è il dopato per eccellenza, insieme agli abitanti del suo villaggio. Fa uso di una pozione che senza allenamento o sforzo alcuno dona una forza ed un’energia incredibile, con effetti da dipendenza irreversibili, come testimonia Obelix, che ne ha avuto un’overdose da bambino.

Doping dipendente è chiaramente Braccio di Ferro, che usa un’erba speciale per potenziare il suo fisico sghembo.

Arrivando agli anni ’70, tornando in casa Disney, bisogna ricordare il compianto Super-Pippo (un nome, un destino), probabilmente scomparso dalle pagine dei fumetti per la sua prematura morte dovuta al cancro da radiazioni provocato dall’abuso di noccioline radiottave. Anche Super-Pippo era un dopato, con gravi effetti per la sua mente. Andrea Pazienza confermò questa teoria con la spendida storia "Perché Pippo sembra uno sballato".

Quel decennio rese mito anche il grande Superciuk, avversario del gruppo TNT, creato da Max Bunker e Magnus. Il super beone era uno spazzino fallito che rubava ai poveri, brutti, sporchi e maledetti dalla sorte, per donare ai ricchi, belli e baciati dalla fortuna. La sua fiatata alcolica si alimentava con fiaschi di vino rosso anche inacidito.

Su sostanze più pesanti basano le loro avventure i Puffi. Gargamella e il Grande Puffo fanno a gara per inventare polverine bianche che tirino su il morale degli omini blu. In altri territori, negli anime giapponesi, la greca Pollon fa sniffare la stessa sostanza a tutte le persone depresse, in dosi massiccie.

Sempre dal passato emergono Scooby Doo ed il suo amico Shaggy. Se Lombroso aveva ragione, l’aspetto di Shaggy è una prova del suo abuso di droghe, visto il suo aspetto trasandato, la barbetta mal rasata, i capelli spettinati, look che verrà poi ripreso dal cantante maledetto Kurt Kobain. Shaggy è l’unico nel cartone che sente parlare il cane Scooby Doo. Sospetti sono Wilma e Fred degli Antenati: mentre tutti gli altri protagonisti hanno occhi grandi e ben distinti, i due hanno solo due piccole pupille puntinate, sintomo fisico dello stordimento da cannabis.

Continuando a fare congetture, anche l’avventura della Pimpa con i funghi desta sospetti se vista con un occhio "fattonico".

Il cerchio si chiude con Superman: in un recente numero della serie di Hitman, Nembo Kid sollecita, anche se con poca convinzione, il protagonista a smettere di fumare, potendo lui vedere i suoi polmoni catramizzati con la vista a raggi X. Ma contemporanemante, nel primo numero della miniserie Generations, ambientato alla fine degli anni ’30, una disinvolta Lois Lane lancia un messaggio positivo nei confronti della sigaretta, affermando che è coadiuvante del pasto ed è indispensabile per una buona salute.

Certo, due numeri dopo sarà sul punto di morire per cancro ai polmoni, ma questa è un’altra storia. Come la Lettera Nascosta di Edgar Allan Poe, più il fattone è in evidenza e più viene ignorato. È dagli anni ’30 che siamo irradiati da messaggi "fattonici" e gli anni ’70 hanno avuto una concentrazione senza pari. Ci si preoccupa dei giovani d’oggi, ma i ragazzini di vent’anni fa, i telespettatori di oggi, come sono mutati grazie a queste manipolazioni mentali? Quali pericolosi processi mentali circolano nelle sinapsi dei golemaniaci, vittime ignare della Tv dei Ragazzi?

Riccardo Corbò
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